Dispiace molto, da queste parti, per l'esito del voto romano. Dispiace un filino meno per Francesco Rutelli, uno dei migliori zelig della politica nazionale.
L'uomo della svolta -già radicale delfino di Giacinto Pannella detto Marco, già capogruppo alla Camera per i Verdi, già cofondatore della Margherita e leader dell'Unione e candidato (perdente) premier, nonché aspirante pupillo delle gerarchie d'oltretevere- ha dimostrato, con la sua sconfitta, di non essere (più?) quel palese oggetto del desiderio che crede di essere.
Può essere che gli elettori, nel mercato della politica, tra l'orginale fustigatore del crimine (aka barese nervosetto) e la sua brutta copia abbiano scelto l'originale. Può darsi che inseguire testardamente gli elettori di centro sull'agenda della destra sia una strategia perdente e il navigato trasformista questa volta non sia riuscito ad imbonire il pubblico pagante.
Ma c'è ottimismo nell'aria. La prima reazione che si intuisce viaggia su due solidi binari: a) facciamo finta di niente, confermiamo tutti nei posti chiave che occupavano precedentemente alla disfatta; b) la causa della sconfitta a Roma è stata l'alleanza con la sinistra radicale (e non aver imposto un candidato -fortemente non voluto e piuttosto impopolare- dall'alto, senza consultazioni, e aver smesso per tanto tempo di fare politica sul territorio perdendo il contatto con la realtà).
Povero Lollo...se continua così ci becchiamo 'sti capoccioni per tanto, tanto, tanto tempo.
martedì 29 aprile 2008
Falsi d'autore
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lunedì 28 aprile 2008
Buon Compleanno zia Lu!

Qua dietro, non la vedete bene, chi mi sta riempendo di baci, con mia somma gioia, è la mia cara, bella, zia (B)lu! Mi mancheranno molto questi trattamenti quando la zietta se ne partirà per tanti mesi...ma l'andrò a trovare spesso, speriamo!
Tanti auguri cara zia (B)lu! Ti vogliamo bene!!!!
Lollo, Marghe e Ale
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marghe
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sabato 26 aprile 2008
Esordi in società
La libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione...(G. Gaber) "Papà la prossima volta, per favore, voglio una vera tenuta da noglobal e non 'sta camicetta da pariolino, ecco!...ah..e voglio anche i sandali di cuoio...non 'ste scarpette col baffo" |
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22:55
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giovedì 24 aprile 2008
Ricorrenze
Domani, 25 aprile, si celebra la Liberazione dell'Italia dal nemico nazifascista. Lorenzo, papà, mamma e tutti i nonni ancora non erano nati. Potrebbe sembrare allora una ricorrenza piuttosto lontana e insignificante. Non è così, ovviamente. Per mille ragioni. Fondamentali e molto significanti.
Voglio però sottolineare la mille-eun-esima.
Fra tre giorni rischiamo di consegnare Roma -liberata il 4 giugno del '44- al barese nervosetto. Sarebbe davvero una coincidenza temporale infausta.
Ecco un appello elettorale di qualche anno fa, concepito per altre elezioni. Ma tuttora valido, purtroppo. Mutatis mutandis, un evergreen. Gli autori sono celebri sobillatori incensurati della Repubblica Italiana: Norberto Bobbio, Paolo Sylos Labini, Alessandro Galante Garrone, Alessandro Pizzorusso.
"E' necessario battere col voto il così detto Polo delle Libertà. Destra e sinistra non c'entrano: è in gioco la democrazia. Berlusconi ha dichiarato di voler riformare la prima parte della Costituzione, che contiene i valori su cui si fonda la nostra società, e di volere altresì una legge che darebbe al Parlamento la facoltà di stabilire ogni anno la priorità dei reati da perseguire. Una tale legge subordinerebbe il potere giudiziario al potere politico, abbattendo così uno dei pilastri dello stato di diritto. Oltre a ciò Berlusconi, che è ancora indagato, in Italia e all'estero, per reati diversi, fra cui uno riguardante la mafia, insulta i giudici e cerca di delegittimarli in tutti i modi, un fatto che non ha riscontri al mondo. Ma siamo veramente un paese civile? Chi pensa ai propri affari economici e ai propri vantaggi fiscali governa malissimo: nei sette mesi del 1994 il governo Berlusconi dette una prova disastrosa. Gli innumerevoli conflitti di interesse creerebbero ostacoli tremendi a un suo governo sia in Italia, e ancora di più, in Europa. Le grandiose opere pubbliche promesse dal Polo dovrebbero essere finanziate almeno in parte col debito pubblico, ciò che ci condurrebbe fuori dall'Europa. A coloro che, delusi dal centrosinistra, pensano di non andare a votare, diciamo: chi si astiene vota Berlusconi. Una vittoria del Polo minerebbe le basi stesse della democrazia".(Norberto Bobbio, Alessandro Galante Garrone, Alessandro Pizzorusso, Paolo Sylos Labini, marzo 2001)
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martedì 22 aprile 2008
Scary Little Scarface
Se prima mi chiamavano Al Capone per l'evidente volume della mia massa cerebrale, ora con il mio nuovo graffione e la mia espressione da "pericolo pubblico n° 1" voglio vedere se avranno il coraggio di fare gli spiritosoni....dicano pure quello che vogliono tanto sono solo "chiacchiere e distintivo" e io le tasse continuerò a non pagarle...
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09:16
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La solita domenica sonnacchiosa? no grazie, io esco in ghingheri oggi
Papà ma dove mi hai portato? E, soprattutto, come mi hai vestito?
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00:19
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